L’osservazione e lo studio dei 4 temperamenti è una chiave di lettura universale dell’essere umano e in quanto tale offre strumenti mirati per l’intervento educativo. Spesso infatti ci troviamo a chiederci in quanto educatori:

Come comportarci con il bambino dal temperamento collerico che si accende focosamente in scoppi spesso incontenibili? Come aiutare il bambino più introverso e timido ad alleggerirsi dal suo temperamento prevalentemente melanconico? Come guidare l’irrequieto bambino sanguinico verso momenti di concentrazione e pace? Come destare l’interesse del bambino flemmatico per un proficuo apprendimento?

La dottrina dei 4 temperamenti risale al V a.C. dal medico Ippocrate e viene ripresa nell’ambito della pedagogia Steiner. I 4 temperamenti operano nelle 4 parti costitutive dell’uomo (corpo, mente, anima o spiche e spirito) e sono connessi agli elementi di Terra, Acqua, Aria e fuoco, in una mescolanza unica per ogni individuo per il quale però è possibile cogliere il temperamento predominante, anche attraverso solamente l’osservazione della costituzione fisica.

Compito dell’educazione è in qualche modo armonizzare questi 4 temperamenti che sono virtuosi nella loro interazione equilibrata.

Si ma come fare? Purtroppo non ci sono ricette e per questo l’educazione è prima di tutto un’arte perchè ha proprio a che fare con una materia viva che richiede costante osservazione e meditazione. Ma posso invitare tutti gli interessati a meditare su questi quattro principali suggerimenti:

L’educatore è bene che non contrasti questi temperamenti sollecitando forzatamente il comportamento opposto, ma è utile che si adoperi con creatività a far leva proprio sul temperamento che il bambino vive maggiormente, per condurlo a sperimentare l’opposto. Questo perché non vi può essere un movimento di cambiamento che non parta dalla propria volontà, dalla propria forza, dal proprio talento. E’ come se proprio un temperamento potesse davvero “traghettare” verso la sponda del suo opposto e, scoprendolo così, poterlo coltivare. Così il bambino collerico, per esempio, può stemperare il suo fuoco affrontando compiti sfidanti ma alla sua altezza. Il bambino sanguinico può essere afferrato e “fermato” facendo leva sulla sua capacità di interagire con diversi stimoli o cogliendo quello che l’appassiona maggiormente per trovare il modo di entrare in contatto anche con ciò ha più difficoltà a fare. Il bambino melanconico può trovare sollievo e quindi liberarsi del suo peso se lo si riconosce, invece di “prenderlo alla leggera”. Il bambino flemmatico può accendersi di interesse se partendo dalle sue qualità (es. l’essere metodico) gli vengono affidati dei compiti di cui essere responsabile.

Quando invece ci si presenta la possibilità di poter avere come strumento il gruppo dei pari (che sia la classe, una squadra o un gruppo d’attività), puo valere l’antico principio del “simile che cura il simile”. Affiancare (che sia per un lavoro, o come compagni di banco o di squadra) i bambini con lo stesso temperamento porta incontro un’esperienza dello stesso che è in grado di risolverlo e superarlo. Per esempio i bambini collerici potrebbero provare vicendevolmente la loro forza fino a trovare la pace, i flemmatici trovare nella loro tranquillità una scintilla, i sanguinici convergere verso un interesse e i melanconici tirarsi fuori vicendevolmente un’a luminosa’entusiasta proposta!

L’opposto puo essere invece fatto sperimentare più direttamente – piuttosto che richiederlo forzatamente attraverso la rappresentazione. Nelle recite per esempio, oltre a sperimentare il simile a sè per lo stesso principio di sopra, si puo giocare anche con l’opposto. Ecco allora che il melanconico puo interpretare il coraggioso cavaliere, il sanguinico un saggio eremita, il bambino “troppo buono” puo sperimentare la parte del cattivo e cosi via.

Un ultimo sguardo si puo rivolgere a questi bambini quando alla fine si raccontano storie e fiabe. Nell’assorto silenzio sarà l’insegnante che volgerà il suo sguardo verso quel bambino a cui la storia sta parlando per similitudine al proprio temperamento (nelle difficoltà dell’eroe per il melanconico, nei vocaboli scoppiettanti per il sanguinico , nelle parti metodiche al flemmatico e nella parti più volitive al collerico). L’essere visti, in questa partecipazione, dà sano sollievo.


1 commento

A WordPress Commenter · Aprile 10, 2024 alle 1:18 am

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