Il progetto

Definizione e finalità del progetto: Casa Del Bosco
Casa per l’individuo in divenire

Il progetto 2012, che mantiene un contatto forte con l’ispirazione originale del 1996, si riveste di nuove potenzialità e obiettivi. La CdB vuole diventare un avamposto, in mezzo alla comunità rurale dell’Oltrepo Pavese, che sia laboratorio di sperimentazione di percorsi innovativi nell’intreccio tra arte e cultura contemporanea da una parte e specificità rurale e tradizione dall’altra. Sarà un luogo in cui ripensare il concetto di comunità, alla ricerca sì del senso originario e perduto, ma attraverso strumenti e approcci contemporanei che stanno già oggi definendo le metodologie del prossimo millennio. L’uomo contemporaneo vive infatti in uno stato di perenne nostalgia della propria comunità di appartenenza, ma è incapace di ricostruirla tale e quale era. Da un lato quel fare comunità in modo inevitabile di una volta oggi non esiste più ed è anzi percepito con insofferenza. Dall’altro nondimeno la frammentazione delle esistenze nei rispettivi contesti urbani ne ha reso più cruda la mancanza e più forte la necessità di cercare un luogo e un modo in cui provare a ripensarsi in un’appartenenza a un sistema di relazioni più umano.

Di qui derivano tutte le esperienze che oggi alcuni gruppi sociali stanno sperimentando: il co-housing, le comunità di transizione, gli orti condivisi, gli spazi di co-working e gli hub, i bilanci di giustizia, le monete complementari e tutte quelle esperienze che cercano di ripensare il sistema di relazioni socio-economiche tra gli esseri umani, oggi gravemente sbilanciato soltanto a favore della matematica finanziaria, tornando a dare importanza all’economia dello spirito e a quella delle relazioni (verso gli altri e verso i luoghi).

Casa del Bosco vuole muoversi su questo solco, costruendo reti ed essendo rete. Vuole essere un luogo in cui far incontrare le persone e i talenti, favorendone le condizioni per progettare e realizzare insieme. Vuole censire le risorse materiali e immateriali del proprio territorio e metterle a disposizione di questi talenti per pensare e sostenere progetti d’eccellenza e universali, ma fortemente inseriti e collegati alla ruralità di un luogo specifico

Come?

  • Sviluppando una “cassetta degli attrezzi” pedagogici e formativi rivolti alla crescita umana e spirituale delle persone
  • Andando a recuperare le tradizioni artigiane, contadine e di cultura popolare del territorio dell’Oltrepo Pavese
  • Incontrando e mettendo in relazione le risorse produttive, ricettive e culturali della zona per sviluppare un sistema armonico di proposte di eventi e risorse turistiche
  • Elaborando progetti sperimentali di relazione di comunità, di uso e condivisione di risorse, di ripensamento dei rapporti delle persone con le persone e con il loro territorio
  • Realizzando azioni di dialogo, diffusione e sperimentazione dei risultati conseguiti anche in altre comunità o in contesti non rurali.

Casa del bosco vuole dunque essere, detto con definizione moderna, un hub della ruralità e delle risorse ad esso collegate oppure, con termini più “rurali”, vuole essere una comunità delle comunità per la formazione dell’individuo che verrà domani.

FORMA GIURIDICA
Associazione LOGOI a.p.s. – Settore Casa del Bosco

FINALITÀ

  • Formazione dell’individuo (intesa anche come auto-formazione ed auto-educazione) attraverso strumenti che siano una sintesi delle pratiche e dei saperi illuminati della nostra epoca da un lato e, dall’altro, di azioni sperimentali realizzate attraverso linguaggi e istanze contemporanee
  • Sperimentazione ed elaborazione di una riflessione pratica sul fare comunità, come sintesi e superamento dei modelli fino ad oggi proposti
  • Elaborazione di modelli educativi e pedagogici esportabili in contesti altri (bambini, adolescenti, giovani, adulti, anziani)
  • Valorizzazione dell’Arte e della Natura come strumenti concreti per percorsi legati al divenire dell’uomo
  • Attivazione di un confronto generazionale permanente, attraverso il recupero di percorsi di impegno sociale sviluppati sul territorio dagli anni 70 ad oggi e coinvolgendo in fasi di confronto e riflessione i protagonisti di quelle azioni.
  • Valorizzazione della componente spirituale delle persone, dei luoghi, del fare e dell’essere
  • Creazione di occasioni di lavoro, incentivando le spinte imprenditoriali giovanili dentro canali etici e solidali